sabato 30 agosto 2014

Welcome to #SasaYork



Oltre ad invitarmi ad indossare pantaloni stretti, gli amici mi consigliano da sempre un viaggio a New York consapevoli della mia passione per l’hip hop, gli hamburger, il basket, la streetart, i party con le luci colorate e le colazioni XL con tripla bustina di zucchero. 

Ho sempre rimandato l'appuntamento con la grande Mela a causa della carenza di compagni di viaggio altrettanto motivati ma, alla vigilia dei miei 30, la sveglia non è più post-ponibile e l'american #SasaDream si sta concretizzato finalmente nell'american #SasaTrip.

Ormai dopo l’invenzione del bastone per i selfie, viaggiare da solo non è più un problema! Inoltre un compagno di viaggio a NYC significherebbe passare un’intera giornata di caldo afoso in fila con giapponesi e italiani per scalare la statua della Libertà.

L’esperienza da solo-traveler mi ha permesso di pianificare ogni dettaglio della mia vacanza seguendo unicamente il mio gusto personale: con il proliferarsi di mezzi tecnologici e social cosi è diventato davvero facile accedere ad informazioni, considerare alternative e incontrare indigeni.

Su Resident Advisor ed Eventful ho trovato gli eventi cool. Su Complex, Gothamist e TimeOut ho trovato consigli e dritte. Su SeatGURU ho scoperto che il mio posto in aereo e di soli 3 pollici più largo di un posto easyjet. Su AirBnB ho cercato, selezionato e prenotato una stanza ad Harlem. Su Facebook ho creato una lista con tips ed update delle principali location che visiterò. Una playlist su Spotify e una su YouTube guideranno la mia ispirazione. Su Coushsurfing ho cercato persone locali per alcuni tour, mentre su OkCupid ho cercato gnocche locali per alcuni party. Ho usato infine Maps di Google come pin board per annotare il tutto. Proprio in questa settimana i signori di Instagram hanno lanciato la nuova app Hyperlapse, un timelapse video editor che darà un tocco di classe (e velocità) ai miei video.

Supporto fondamentale di amici e colleghi che mi hanno motivato e ricordato alcune regole importanti: non rispondere necessariamente ai “hey, what’s up?” pensando che la gente sia effettivamente interessata al tuo status, ricordarsi sempre di lasciare la mancia di circa 20%, andare con largo anticipo in aeroporto per i controlli con i dispositivi a batteria carica.

Nel frattempo si parte, 8 ore di volo separano il Jet d’Eau di Ginevra al Jet lag newyorkese. Cercherò di non far caso a quella voce di 2,5 dollari sul mil ticket chiamata "11st eleven tax”. Welcome to #SasaYork.

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