lunedì 1 aprile 2013

La ragazza della porta accanto


Alle 23.10, la pigrizia e la pioggia avevano già sconfitto i cuba libre e i buoni propositi del giovedì Santo 2013. La notte di Kenny Dope a Ginevra e del disintossicamento post-lavorativo si era repentinamente trasformata in una maratona di pantofolosi sbadigli. 

Avevo illustrato con molta brillantezza i miei piani alla ragazza della porta accanto appena conosciuta in ascensore. Attaccare bottone schiacciando lo stesso bottone era un'occasione imperdibile. Al 4° piano l'impercettibile accento mi aveva già tradito, al 7° piano l'italiano prese definitivamente il sopravvento sul maccheronico inglese. Sabrina mi ripeté almeno 3 volte il nome della sua azienda, annuivo fingendo di capire ma le mie successive domande fuori luogo facevano intuire che in realtà ci avevo capito ben poco. 

Goffamente invitai la ragazza della porta accanto a cena millantando paranormali doti culinarie (Kenny Dope era già andato a farsi friggere insieme ai calamaretti). Finisco la serata a mangiare la mia carbonara in solitudine ma soddisfatto per aver appena associato un volto al rumore dello scarico del water.

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